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Siracusa (città antica)
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top
(latino)
«Urbem Syracusas maximam esse Graecarum, pulcherrimam omnium saepe audistis. Est, iudices, ita ut dicitur.»
(italiano)
«Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte. Signori giudici, è proprio come dicono.»
(Marco Tullio Cicerone, In Verrem, II,4,117)
Lmwdg'mwdwantica Siracusa (originariamente chiamata Συράκουσαι, mweatraslitterato in mweqSyrakousai in mwegepoca greca, mwewSyracusae in mwfaepoca romana, mwfqSaraqūsa in mwfgepoca araba, mwfwCaesaraugusta nei docc. medievalicite-ref-1[1]) fu fondata nel mwha734 a.C. da mwhqcoloni greci di mwhgCorinto nell'mwhwisola di Ortigia.
Il territorio venne abitato dall'uomo già millenni prima dell'arrivo dei Greci. In esso vennero infatti rinvenute importanti e vaste aree archeologiche mostranti nell'insieme l'afflusso di diverse antiche civiltà qui concentratesi. Nella sua lunga storia, Syrakousai — nome derivato dall'antico toponimo mwiqsiculo mwigSyraka — rappresentò uno dei più importanti centri del mwiwMediterraneo, nonché annoverata tra le principali mwjamwjqpoleis dell'mwjgAntica Grecia. Rivestì quindi un ruolo fondamentale nel campo della mwjwletteratura, mwkascienza e mwkqfilosofia del mwkgmondo antico.
Il fulcro del suo potere venne rappresentato dalla mwlaSicilia, dove fu la capitale di un'indipendente entità statale mwlqsiceliota, estesa sulla mwlgparte orientale e mwlwcentrale dell'Isola, trasformatasi in regno ellenistico nel mwma304 a.C. con mwmqAgatocle. La sua influenza si estese ben oltre i suoi confini territoriali della Sicilia, arrivando a primeggiare con mwmgAtene e resistendo per molti secoli alle offensive di mwmwCartagine. Cadde infine, a partire dal mwna212 a.C., sotto il duraturo dominio di mwnqRoma. Integrata nell'assetto della mwngRepubblica romana, in qualità di capitale della mwnwmwoaprovincia Sicilia.
Nel mwogVI secolo entrò a far parte dell'mwowImpero romano d'Oriente. Nel mwpaVII secolo Siracusa venne designata capitale dell'intero mwpqImpero mwpgdei bizantini; situazione che culminò poco dopo più di un quinquennio con l'assassinio dell'imperatore mwpwCostante II e il ritorno del potere a mwqaCostantinopoli. Superato un primo assedio degli mwqqArabi nel mwqgIX secolo, la città cadde in maniera cruenta e definitiva durante il secondo assedio arabo, nella primavera dell'mwqw878. Tale conquista segnò la fine dell'egemonia siracusana sulla Sicilia, e a diventare capitale dell'Isola, a partire dell'mwraEmirato di Sicilia assurse mwrqPalermo. Nelle epoche che seguirono, la città rivestì ugualmente un importante ruolo nella mwrgstoria della Sicilia.
Contents
• Note
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Preistoria
Primi insediamenti
Numerosi sono i siti archeologici cosparsi sul territorio geografico del siracusano. All'interno del tessuto urbano, a nord — dove millenni dopo sarebbe sorta la greca mwuwporta Scea —, risiede il sito più antico di Siracusa e tra i più antichi dell'intera Sicilia, il villaggio trincerato della civiltà di mwvaStentinello, risalente all'mwvqetà neolitica (6000-5000 a.C.)cite-ref-2[2].
Di civiltà tipo-Stentinello è anche il villaggio di mwwwMatrensa, a sud di Siracusa, verso la foce dell'mwxaAnapo. All'esterno, tra il mare e la terraferma, il sito di mwxqOgnina, oltre a mostrare le stesse peculiarità stentinelliane, con il suo mwxgisolotto semisommerso, mostra anche una rara — unica in Sicilia — analogia con la civiltà mwxwmegalitica di mwyaMalta (qui si stabilì una colonia maltese del mwyqbronzo antico)cite-ref-3[3] nonché un legame con la Dalmazia a causa delle attestazioni della mwzgcultura di Cetina. Segue il sito costiero del mwzwPlemmirio, anch'esso dell'età del bronzo.
Tra le più rilevanti ed estese necropoli risalenti all'mwbaetà del bronzo e del mwbqferro si menzionano nell'entroterra mwbgPantalica, la cui storia si intreccia sul finale con la colonizzazione di Siracusa, e mwbwCassibile; entrambi i siti furono abitati da mwcaSicani e mwcqSiculi a partire dal mwcgXXI secolo a.C. All'interno del tessuto urbano vi è la necropoli del Fusco, risalente all'mwdaVIII secolo a.C., che in alcune sue parti presenta già l'apporto delle unioni tra la cultura autoctona e quella greca.cite-ref-4[4] Siti analoghi, abitati dai Siculi, sono disseminati lungo il percorso urbano, fino a giungere all'interno dell'mweqisola di Ortigia: dove si stabilirono i primi colonizzatori Greci nell'VIII secolo a.C.
Il nome mwewSyrakousai trae la sua origine da mwfamwfqSyraka, il nome preistorico di Siracusa, ma la provenienza di tale toponimo è estremamente incerta, così come il suo originale significato.
L'origine di Siracusa nelle fonti d'epoca greca
Ancor prima che vi giungesse il corinzio Archia, alcune leggende di minore risonanza storica, nate in epoca greca, narrano che il territorio siracusano venne colonizzato da diverse popolazioni provenienti dall'mwiwEllade. Gli mwjaEtoli avrebbero avuto un legame con le più mwjqantiche origini della polis; essi sarebbero giunti nell'isola di mwjwOrtigia poco dopo l'mwkauniversale Diluvio, così chiamata in ricordo della loro patria.cite-ref-6[5] Secondo alcuni studiosi moderni anche gli mwlqElei avrebbero giocato un mwlgruolo fondamentale nella nascente mwlwpolis, giungendovi durante una prima fase di colonizzazione, antecedente a quella corinzia.
Ciò viene dedotto basandosi su un noto verso di mwmqPindaro,cite-ref-7[6] nel quale il poeta mwngtebano menziona una famiglia siracusana d'origine elea che sarebbe stata la fautrice della diffusione del culto di mwnwArtemide e mwoaAretusa.cite-ref-ciaceri-8-0[7] Anche la mwpqleggenda del fiume Alfeo trarrebbe la sua origine dalla città di mwpgOlimpia,cite-ref-9[8] rivelando quindi un profondo collegamento per Siracusa con la terra dell'mwqwElide.cite-ref-ciaceri-8-1[7]
Di interesse storico è inoltre la presunta presenza letteraria di una Siracusa preistorica all'interno del mwsqpoema epico di mwsgOmero; l'mwswmwtaOdissea. La menzione di due luoghi, mwtqSyra e Ortigia, identificabili con Siracusa e la sua isola, Ortigia, ha fatto discutere gli studiosi, non giungendo ad un parere condiviso al riguardocite-ref-10[9].
(greco antico)
«τοῦτο δέ τοι ἐρέω, ὅ μ' ἀνείρεαι ἠδὲ μεταλλᾷς.νῆσός τις Συρίη κικλήσκεται, εἴ που ἀκούεις, Ὀρτυγίης καθύπερθεν, ὅθι τροπαὶ ἠελίοιο. ἀλλ᾽ ὅτε γηράσκωσι πόλιν κάτα φῦλ᾽ ἀνθρώπων, ἐλθὼν ἀργυρότοξος Ἀπόλλων Ἀρτέμιδι ξὺν οἷς ἀγανοῖς βελέεσσιν ἐποιχόμενος κατέπεφνεν. Ἔνθα δύω πόλιες, δίχα δέ σφισι πάντα δέδασται· τῇσιν δ' ἀμφοτέρῃσι πατὴρ ἐμὸς ἐμβασίλευε, Κτήσιος Ὀρμενίδης, ἐπιείκελος ἀθανάτοισιν.»
(italiano)
«Eccoci or dunque a dirti quello, di che m'interroghi e cerchi. Evvi c'ert'isola, Siria nomata, se forse l'udisti, al di sopra di Ortigia, dove si volta il sole. Ma lì quando invecchiano le stirpi degli uomini, arriva Apollo dall'arco d'argento con Artemide, e li colpisce e li uccide con i suoi dardi pietosi. Ci sono lì due città, e tutto è diviso fra loro a metà: su entrambe regnava mio padre, Cyesio Ormenide, simile agli immortali.
»
(Omero, Odissea, libro XV, vv. 402-404; 409-414;)
Nel mondo antico vi erano altre località geografiche conosciute con il nome di Ortigia.cite-ref-12[N 2] In ognuna di esse spiccava un forte culto per le divinità degli mwywastri, poiché la leggenda vuole che nell'isola appellata con questo nome — detta anche mwzaAsteria, dal nome della dea degli astri, tramutata in principio in una mwzqquagliacite-ref-13[N 3] e poi in un'isolacite-ref-14[11] — Latona, figlia di mw1gTitani e sorella di Asteria, vi partorì i gemelli Apollo, dio del sole, e Artemide, dea della caccia e della luna.cite-ref-15[N 4] L'isola di Siracusa, odiernamente rimasta l'unica a portare ancora questo nome, in passato fece quindi parte di una serie di località omonime, apparentemente tutte connesse tra loro dal culto per Apollo e Artemide.cite-ref-16[N 5]
Epoca greco-siceliota
La fondazione
(greco antico)
«ἄμπνευμα σεμνὸν Ἀλφεοῦ,
κλεινᾶν Συρακοσσᾶν θάλος Ὀρτυγία,
δέμνιον Ἀρτέμιδος,
Δάλου κασιγνήτα, σέθεν ἁδυεπὴς
ὕμνος ὁρμᾶται θέμεν
αἶνον ἀελλοπόδων μέγαν ἵππων, Ζηνὸς Αἰτναίου χάριν»
(italiano)
«Luogo di riposo sacro di Alfeo, Ortigia,
germoglio della celebre Siracusa,
giaciglio di Artemide, sorella di Delo,
da te sgorga un inno di dolci parole
per rendere grande lode
ai cavalli dai piedi di tempesta in onore di
Zeus Etneo
»
La mw8aleggenda fondativa attribuisce al mw8qBacchiade mw8gArchia di Corinto, discendente di mw8wEracle e figlio d'Evageto, la nascita della mw9apolis di Syrakousai. L'mw9qecista dopo aver consultato l'mw9gOracolo di Delfi giunse sulla costa siracusana, riuscendo a insediarsi con il suo gruppo di coloni all'interno dell'mw9wisola di Ortigia, dopo averne scacciato i Siculi.
La maggior parte di questi coloni, afferma mw-qStrabone, mw-gprovenivano dalla mw-wTenea corinzia,cite-ref-18[13] i quali avevano deportato nella loro terra, secondo mwaqaAristotele e mwaqePausania, i prigionieri mwaqiTroiani di mwaqmAgamennone che provenivano dalla mwaqqTroadecite-ref-19[14] (da essi i primi greci Siracusani avrebbero ereditato il forte culto per il dio del sole, Apollocite-ref-20[15]), i restanti coloni erano probabilmente mwaq0Eoli della mwaq4Tessaglia, secondo alcune ipotesi modernecite-ref-sammartano-21-0[16] (per cui dagli Eoli i Siracusani avrebbero ereditato il diffuso culto per Artemidecite-ref-sammartano-21-1[16]).
L'mwarganno della fondazione non trova unanimi consensi tra gli storici antichi. Tra le varie date la più accreditata è quella fornita dalla tradizione mwarktucididea: il mwaro734 o il mwars733 a.C.cite-ref-22[17]. Anche il luogo di fondazione è soggetto a discussioni e dubbi tra storici, in quanto si presume che il nucleo originario dei Corinzi possa essere sbarcato nell'area alluvionale detta dei Pantanelli e non sull'isola di Ortigia.
La polis e i giochi panellenici
La polis di Siracusa partecipò e vinse a numerose competizioni dei più antichi e famosi mwassgiochi panellenici. Per i Greci, d'Occidente e d'Oriente, i sacri agoni erano un momento molto significativo dell'anno. I più celebri - mwaswgiochi olimpici, mwas0giochi pitici, mwas4giochi nemei e mwas8giochi istmici - si tenevano tra la primavera e l'estate ed erano un'occasione unica per vedere riunito l'intero mwataEllade.
«Ogni volta che a Olimpia si celebrava un sacrificio – si diceva –, le acque della fonte Aretusa si macchiavano di rosso; e se a Olimpia si gettava una coppa nel fiume Alfeo, questa riemergeva nelle acque del mare di Siracusa.»
(Strabone, 6, 2, 4.)
Forse a causa del legame, che appare profondo, tra Olimpia e Siracusa, la polis di Sicilia partecipò molto presto alle Olimpiadi; il suo nome compare infatti come patria di un vincitore olimpico - di mwatgLygdamis, vincitore del primo torneo di mwatkpancrazio (disciplina nota per la sua elevata difficoltà) - già nel mwato648 a.C. (le Olimpiadi nacquero, secondo la tradizione storica, nel mwats776 a.C.), nella 33ª edizione dei giochi, divenendo difatti la 2ª polis dell'mwatwOccidente greco e la 17ª polis della mwat0civiltà mediterranea ad essere ascritta nei papiri olimpici. Il mwat4V secolo a.C. rappresentò per Siracusa il periodo di maggiori successi sportivi. Fu una delle poleis che si distinse in più discipline (dal mwat8combattimento, all'mwauaippica, alla mwauecorsa; persino mwauicon addosso le armi).
La partecipazione agonistica ha accompagnato Siracusa durante tutta la sua esistenza come polis greca, poiché la sua ultima vittoria si è registrata nel mwauq148 a.C. (158ª Olimpiade).
Eventi principali
La mwauwpolis si sviluppò in tempi rapidi, la sua mwau0tirannide venne instaurata nel mwau4485 a.C. da mwau8Gelone I. Nei secoli che seguirono aumentò la sua fama, le sue conquiste e le sue ricchezze, tanto da diventare proverbiale tra gli antichi Greci; mwavaStrabone diceva di coloro troppo ricchi che «mwavenon basterebbe loro nemmeno la decima dei Siracusani».cite-ref-23[18]
Espandendo le sue vie commerciali, Siracusa attirò la rivalità di mwavcAtene (gli Ateniesi sono da mwavgTucidide definiti ὀμοιοτρόποις dei Siracusani, ovvero avevano i loro stessi costumi, carattere e la loro stessa vivacità politico-intellettualecite-ref-24[19]), la quale nel mwav0415 a.C., nel contesto della mwav4guerra del Peloponneso, mwav8allestì la più costosa e poderosa armata salpata dalla Grecia fino ad allora, e la spedì in Sicilia, con l'intento di sottomettere Siracusa. mwawaIsocrate definì tale avvenimento «mwaweun puro atto di follia»cite-ref-25[20] da parte di Atene; difatti la sua armata ne uscì completamente distrutta.cite-ref-26[21]
Governata da grandi tiranni, come mwaxaDionisio I e la mwaxesua dinastia, Siracusa divenne un importante interlocutore nella vita politica del mondo antico: i suoi rapporti con i maggiori centri del mwaxiMediterraneo furono di sovente costellati da conflitti.
È quel che accadde con mwaxqCartagine, la capitale mwaxufenicia, che adottando una politica imperialistica nel lato occidentale dell'isola, riconobbe in Siracusa la sua principale avversaria, quindi si instaurarono ben presto le mwaxyguerre greco-puniche per il controllo della Sicilia.
Nella sua lunga storia, capitò che alcuni di questi rapporti fossero spesso ambigui; così come viene descritto il primo approccio della Siracusa dionigiana con la mwaxgRoma repubblicana, il cui mwaxkassedio gallico si è sostenuto fosse frutto di un'mwaxoalleanza tra Siracusa e i Galli, per frenare la nascente mwaxsegemonia romana.cite-ref-27[22]
L'allargamento dei possedimenti siracusani nel basso, medio e mwayealto Adriatico, specialmente nella sua parte orientale, portò ad un'incrinazione dei rapporti anche con mwayiSparta, la quale cominciava a guardare con sospetto le mosse della mwaympentapolis.cite-ref-28[23]
Tuttavia il mway8crollo della tirannide dionisiana, determinata da un logoramento politico e da un serrato mwazaconflitto bellico interno, che vide come protagonisti mwazeDionisio II da un lato e mwaziDione, supportato dal filosofo mwazmPlatone, dall'altro, portò ad un drastico mutamento del panorama geopolitico.
Il filosofo ateniese era infatti mwazugiunto diverse volte alla corte siracusana nel tentativo, secondo la tradizione, di instaurare a Siracusa la sede del suo governo mwazyutopico (una copia terrena di essocite-ref-29[24]): la Repubblica, o lo Stato, idealecite-ref-30[25] (del resto, già l'ateniese mwaz8Alcibiade aveva definito questa città come «mwaaail perfetto punto focale di un nuovo impero»cite-ref-31[26]).
In una lettera attribuita a Platone, il filosofo ateniese sembra intravedere nel crollo di questa tirannide il declino dell'egemonia mwaaysiceliota; egli rivolto ai familiari di Dione, scrive:
(greco antico)
«τούτου κινδυνεύσει καὶ τὸ τυραννικὸν ἅπαν καὶ τὸ δημοτικὸν γένος, ἥξει δέ, ἐάνπερ τῶν εἰκότων γίγνηταί τι καὶ ἀπευκτῶν, σχεδὸν εἰς ἐρημίαν τῆς Ἑλληνικῆς φωνῆς Σικελία πᾶσα, Φοινίκων ἢ Ὀπικῶν μεταβαλοῦσα εἴς τινα δυναστείαν καὶ κράτος. τούτων δὴ χρὴ πάσῃ προθυμίᾳ πάντας τοὺς Ἕλληνας τέμνειν φάρμακον. εἰ μὲν δή τις ὀρθότερον ἄμεινόν τ᾽ ἔχει τοῦ ὑπ᾽ ἐμοῦ ῥηθησομένου, ἐνεγκὼν εἰς τὸ μέσον
»
(italiano)
«C'è il rischio che periscano sotto il peso di questo ciclo sia l'intera stirpe dei tiranni sia quella dei democratici; ma se si verificasse una di queste cose verosimili e deprecabili, l'intera Sicilia, caduta sotto una dinastia e un dominio di
Fenici
o di
Osci
, arriverà quasi all'abbandono della
lingua greca
. Bisogna quindi che tutti i Greci, con tutte le loro forze, definiscano un rimedio contro queste eventualità.
»
(Platone, Lettera VIII, 353e.)
Il vuoto lasciato dalla tirannide siracusana, la più potente d'mwabeEuropa,cite-ref-34[29] venne colmato dall'ascesa di mwabyAlessandro Magno, con l'affermazione dell'mwabcellenismo.
Deposta ogni velleità di stampo imperialistico verso l'mwabkalto Adriatico, Siracusa concentrò le proprie attenzioni nel porre un freno all'espansionismo cartaginese: governata in quei frangenti da mwaboAgatocle che, nel mwabs303 a.C., si autoincoronò mwabwRe di Sicilia alla maniera ellenistica dei Diadochi orientali,cite-ref-35[30] fissò il suo dominio a tutta la Sicilia posta ad est dei fiumi mwacePlatani e mwaciImera Settentrionale e alla Calabria meridionale e mwacmspedì il suo esercito in terra d'Africa. Qui il sovrano siceliota mwacqstrinse alleanza in funzione antipunica con mwacuOfella, che oltre ad essere governatore della mwacyCirenaica fu generale e compagno (ἑταῖρος) di Alessandro Magno in mwaccAsia, ma egli venne tradito da Agatocle, che assassinandolo lo derubò dei suoi diecimila soldati, davanti alle porte di Cartagine.cite-ref-36[31]
Richiamato urgentemente in Sicilia a causa di una ribellione delle città greche, capeggiate da mwac0Akragas, dopo aver sconfitto i ribelli, fece troppo tardi ritorno in Africa; il mwac4suo esercito gli si rivoltò contro. Tuttavia riuscì a spostare l'espansione siracusana verso il mwac8levante: assaltando mwadaItaca e conquistando mwadeCorfù, per la quale si batté contro le forze del mwadire di Macedonia, mwadmCassandro I.cite-ref-37[32]
I progetti di Agatocle vennero stroncati quando si trovava al culmine del proprio potere: la sua dinastia venne in parte spezzata; la moglie mwadkTeossena, figlia di mwadoTolomeo I d'Egitto, venne fatta fuggire dalla mwadspolis in rivolta, con i figli minori del tiranno: mwadwArcagato di Libia e mwad0Teossena d'Egitto. Agatocle venne infine avvelenato. La morte improvvisa del tiranno, che poco prima di andarsene aveva designato il popolo come suo erede, portò a nuove lotte per la successione al potere.cite-ref-38[33]
Nel mwae0278 a.C. giunse in città mwae4Pirro, mwae8re dell'Epiro, il quale avendo sposato una figlia di Agatocle, mwafaLanassa, si dichiarò per diritto re di Sicilia. Ma la lotta interna, tutt'altro che placata, lo costrinse infine a desistere e a lasciare il comando di Siracusa.cite-ref-40[34]
In un contesto di guerra contro i mwafyMamertini (popolo osco che militò come mwafcmercenario nell'esercito di Agatocle e che ora pretendeva la cittadinanza e nuovi domini), salì al trono mwafgGerone II, il quale si diceva discendente dei mwafkDinomenidi: la prima casata reale dei mwafoSicelioti.
Costuì rappresentò il più longevo tiranno dei Siracusani e re dei Sicelioti. Il suo lungo regno venne ricordato con benevolenza nelle cronache antiche: fiorì alla sua corte il genio del siracusano mwafwArchimede, ma l'arrivo bellicoso dei Romani, chiamati in soccorso dai Mameritini, rappresentò non solo la fine dei domini jeroniani, ma la rovina dell'intera stirpe greca.cite-ref-41[35]
Con lo scoppio delle mwagiguerre romano-puniche, Siracusa si ritrovò intrappolata tra due fuochi: da un lato Cartagine, dall'altro Roma. Gerone II riuscì a mitigare il pericolo, offrendo alleanza ai Romani, ma il suo successore, mwagmGeronimo, volendo preservare l'indipendenza della Sicilia e di Siracusa dal giogo romano, scelse di rompere il trattato di pace con Roma e si alleò con Cartagine: ciò comportò gravi conflitti interni, scatenando una guerra civile che prima portò all'uccisione del giovane sovrano, e culminò con la persecuzione di ciascun membro della discendenza jeroniana.cite-ref-42[36] Si arrivò presto alla guerra contro i Romani.
La conquista romana
Archimede, ponendosi alla guida della difesa di Siracusa, terrorizzò, letteralmente, gli assedianti con l'uso di poderose e misteriose macchine da guerra che fecero vacillare più di una volta il rinomato mwahiconsole mwahmMarco Claudio Marcello e le sue mwahqlegioni. Lo storico mwahuPlutarco così descrisse l'offensiva archimedea:
(greco antico)
«Τὰ γὰρ πλεῖστα τῶν ὀργάνων ὑπὸ τὸ τεῖχος ἐσκευοποίητο τῷ Ἀρχιμήδει, καὶ θεομαχοῦσιν ἐῴκεσαν οἱ Ῥωμαῖοι, μυρίων αὐτοῖς κακῶν ἐξ ἀφανοῦς ἐπιχεομένων.»
(italiano)
«Poiché Archimede aveva disposto la maggior parte delle sue macchine dietro le mura, ai Romani sembrava di combattere contro degli dei, ora che innumerevoli mali furono riversati su di loro da una fonte invisibile.»
(Plutarco, Vita di Marcello, 17, 1.cite-ref-43[37])
(greco antico)
«Καὶ τούτων ἐχομένων, ἅμα φάει διὰ τῶν Ἑξαπύλων ὁ Μάρκελλος [...] Αὐτὸς μέντοι λέγεται κατιδὼν ἄνωθεν, καὶ περισκεψάμενος τῆς πόλεως τὸ μέγεθος καὶ τὸ κάλλος, ἐπὶ πολὺ δακρῦσαι»
(italiano)
«All'alba Marcello, discese per l'
Exapilon
[...] Si dice che osservando dall'alto, in tutta la sua estensione, la città tanto grande e bella, pianse a lungo, rattristato per quello che sarebbe accaduto»
(Plutarco, Vita di Marcello, XXIV.)
Durante la conquista della città mwaiovenne ucciso Archimede per mano di un soldato dell'mwaisesercito romano.
Siracusa venne depredata di tutti i suoi averi. I suoi tesori vennero portati in trionfo da Marcello a Roma, e custoditi all'interno del mwai0tempio di Honor et Virtutis.cite-ref-45[39]
La cattura di Siracusa rappresentò un punto cruciale per l'avvicinamento della cultura latina a quella greca. Vi era il timore che avendo ornato Roma di opere d'arte così pregiate, e avendo, con esse, immesso nell'urbe il gusto per tutto ciò che fosse greco, i Romani avessero inesorabilmente segnato la loro società, rendendola vulnerabile, non più dedita solamente alla guerra. mwajqMarco Porcio Catone, abbracciando un partito antiellenico, arrivò a dire che l'importazione delle opere d'arte di Siracusa, simbolo di grecità, sarebbe stata la rovina della Repubblica.cite-ref-46[40]
(latino)
«Infesta mihi credite signa ab Syracusis illata sunt huie urbi.»
(italiano)
«Infeste, credetemi, sono le statue trasportate da Siracusa in questa città.»
(Catone in Livio, I, 34, 3.)
Epoca romana
Età repubblicana
Poco tempo dopo la presa della città i Siracusani vennero incitati da alcune potenti famiglie romane — probabilmente immischiati in un gioco di poterecite-ref-47[41] — a denunciare il comportamento del console Marcello; questi quindi vennero a Roma per presenziare al mwakiprocesso del console che si tenne nel mwakm210 a.C.cite-ref-48[N 7]
Fu istituita la mwakkprovincia Siracusana che divideva politicamente la Sicilia in due parti. mwakoSyracusae fu designata capitale della mwaksmwakwprovinciae Siciliae, sede del mwak0mwak4praetor, mandato da Roma per amministrare l'isola.
Sul finire della mwalgseconda guerra romano-punica giunse mwalkScipione, che dimorò in città per un lungo inverno, durante il quale preparò le truppe che sarebbero state dispiegate nella guerra contro mwaloAnnibale.
Con mwalwVerre la città fu al centro dello scandalo politico che il pretore consumò durante il periodo del suo mandato. A porre fine al suo malgoverno giunse mwal0Cicerone, il quale compose per l'occasione le note mwal4mwal8Verrine, dove denunciava le vessazioni che il politico romano attuava sulle città della Sicilia a lui soggette. Durante il suo soggiorno a Siracusa, Cicerone scoprì la tomba di Archimede, da tempo andata perduta.cite-ref-49[42]
Durante le mwamuguerre servili la città venne travolta dalle agitazioni popolari. In quanto sede dei pretori e del comando romano, il riverbero del conflitto in atto fu acuito.cite-ref-50[43]
Età imperiale
Nel mwamwconflitto tra mwam0Sesto Pompeo e mwam4Ottaviano, la città fu enormemente danneggiata.cite-ref-51[44] Nel mwanm21 a.C. Augusto, primo mwanqimperatore, la ripopolò con una mwanucolonia romana.cite-ref-52[45]
L'imperatore mwaoiTiberio venne a Siracusa in due occasionicite-ref-53[46], mentre il suo successore, mwaocCaligola, volle restaurare le sue mura e i suoi templicite-ref-54[N 8] e diede dei giochi in cittàcite-ref-55[47], ai quali assistette di persona. Il discusso imperatore tornò un'ultima volta a Siracusa quando fuggì da Roma.cite-ref-56[48]
La città fu un importante centro religioso. La tradizione attesta che nel mwapuI secolo d.C. giunse da mwapyAntiochia mwapcMarciano, mandato dall'mwapgapostolo mwapkPietro.cite-ref-57[N 9] Gli mwap4atti degli apostoli testimoniano la sosta, della durata di tre giorni, dell'apostolo mwap8Paolo a Siracusa, nel mwaqa61.cite-ref-58[N 10] Con l'affermarsi del mwaquCristianesimo nacquero nell'antica città imponenti mwaqycatacombe — le quali vengono segnalate come le più vaste e meglio conservate al mondo, paragonabili a quelle della stessa Roma.cite-ref-59[N 11] Numerosi furono i martiri siracusani, ma la più celebre fu mwaqsLucia, il cui martirio avvenne sotto l'impero di mwaqwDiocleziano, nel mwaq0304.cite-ref-60[N 12]
Nella tarda epoca romana (tra il mwarmI e il mwarqIII secolo) si integrò sul territorio una mwarucomunità ebraica, che appare come la più antica di Sicilia.cite-ref-61[49] Nel mwaro278, durante l'impero di mwarsMarco Aurelio Probo, la città subì l'attacco dei mwarwFranchi, i quali riuscirono ad occuparla, turbando per la prima volta l'equilibrio geopolitico dell'Impero romano.cite-ref-62[50]
Dall'impero d'Occidente all'impero d'Oriente
Seguirono le mwasminvasioni barbariche dei territori romani. Le autorità dell'ormai debilitato impero occidentale, cercarono di difendere la Sicilia dall'invasione dei mwasqVandali, ma senza successo. Nel mwasu476 mwasyOdoacre depose l'mwascultimo imperatore romano d'Occidente, mwasgRomolo Augusto.
Un documento papiraceo — il cosiddetto mwasopapiro di Odoacre — risalente al mwass489, testimonia come il territorio siracusano fosse ormai in potere dei mwaswGermani. Un altro importante documento, la lettera del re mwas0ostrogoto mwas4Atalarico, indirizzata a Gildia conte di Siracusa, d'origine gota, informa sul codice del suo avo mwataTeodorico mwatere dei Goti, le cui leggi dovevano essere attuate in città e nel resto della Sicilia.cite-ref-63[51]
Durante la mwatsguerra gotica, l'mwatwimperatore romano d'Oriente, mwat0Giustiniano I — ultimo imperatore di mwat4lingua latina risiedente a mwat8Costantinopoli — mandò in Sicilia il generale mwauaBelisario. Costui, nel mwaue535, giunse trionfante a Siracusa dopo aver conquistato mwauiPanormus (ma egli era già giunto una prima volta al porto di Siracusa dopo essere approdato sull'isola, segretamente).cite-ref-belisario-64-0[52] In città distribuì medaglie d'oro tra la folla per accattivarsi la simpatia del popolo siracusano che aveva mal sopportato il regno degli Ostrogoti.
Belisario passò l'inverno in città, risiedendo al palazzo dei tiranni e successiva sede dei pretori, ad Ortigia. Viaggiava al suo seguito lo storico mwaugProcopio di Cesarea, che narrò le vicende della spedizione di Giustiniano sul territorio.cite-ref-belisario-64-1[52]
Ma un nuovo re dei Goti, mwau4Totila, minacciò le recenti conquiste dell'impero orientale di Giustiniano. Dopo aver conquistato l'Italia, e occupato Roma, giunse in Sicilia nel mwau8549 e con la sua armata cinse d'assedio Siracusa, per terra e per mare. Nel frattempo Giustiniano mandò il generale romano mwavaLiberio a contrastare i Goti. Egli riuscì ad entrare nel porto della città, ma non pose fine all'assedio gotico. Giustiniano mandò per sostituirlo Artabano, il quale riuscì a sbaragliare i Goti, portando così Siracusa e l'intera Sicilia sotto il dominio di Costantinopoli.
Epoca bizantina
«Siracusa appare, cioè, in certi storici e in certi periodi come puro prolungamento di Bisanzio. [...] Il siracusano pensa, prega e agisce come il greco di Bisanzio, non si può assolutamente parlare di influenza o di presenza del pensiero e della cultura bizantina ma di totale identità.»
(A. Loreto, Musica e musicisti a Siracusa nel XIX secolo, 1998, p. 190.)
Portata saldamente sotto il potere dei mwavuBizantini, Siracusa impiegò pochissimo tempo ad assimilare il nuovo regime greco, poiché la sua storia, dalle forti radici greche, favoriva il ritorno ad una grecizzazione della società.
La Sicilia non fece parte dell'mwavcEsarcato d'Italia, ma venne inquadrata in una provincia a sé stante, posta alle dipendenze dirette di Costantinopoli. Siracusa ne rappresentava la città principale, in essa infatti risiedettero in un primo momento il mwavgpatrizio e il mwavkmwavodux, sostituiti in seguito dalla figura dello mwavsmwavwstrategós che controllava la vita militare e politica della provincia imperiale.cite-ref-65[53]
Nel mwawi663 l'imperatore bizantino mwawmCostante II decise di trasferire la sede dell'impero da Costantinopoli a Siracusa. Rimasero tuttavia sconosciuti i progetti del mwawqmwawubasileus sul nuovo assetto geopolitico dato al suo impero.cite-ref-66[54] Costante II venne infine assassinato a Siracusa, nel mwawo668.cite-ref-67[55] mwaw8Mecezio, membro della corte di Costante, dopo l'uccisione di quest'ultimo, venne incoronato in città nuovo imperatore, ma il suo regno durò meno di un anno, poiché nel mwaxa669 truppe provenienti da più parti dell'impero — giunsero soldati dall'mwaxeIstria, dalla mwaxiCampania, dall'mwaxmAfrica e dalla mwaxqSardegna — marciarono contro Siracusa e deposero l'usurpatore, uccidendolo. Resta incerta la presenza di mwaxuCostantino IV, legittimo erede al trono, all'interno della spedizione in città per riprendersi la corona di suo padre.cite-ref-68[N 13] Al termine del conflitto la capitale dell'impero venne nuovamente ristabilita a Costantinopoli.
Siracusa rimase a capo del mwayqthema mwayudi Sicilia (la cui istituzione è d'incerta datazione).cite-ref-70[57] Il thema comprendeva il controllo della mwayoCalabria (che racchiudeva al suo interno anche la mwaysPuglia).cite-ref-71[N 14] Tra i suoi maggiori strateghi si sottolinea mwazaElpidio, il quale entrò in conflitto con l'imperatrice mwazeIrene d'Atene — causa del contendere fu il controllo della Sicilia — e nel mwazi781 cercò asilo presso il mwazmCaliffato abbaside, ricevendo il titolo di mwazqbasileus e partecipando alla guerra contro mwazuBisanzio.cite-ref-72[58]
Nella prima metà dell'mwazsVIII secolo l'imperatore d'Oriente mwazwLeone III Isaurico, nel contesto del conflitto mwaz0iconoclastico, pose tutte le chiese di Sicilia sotto l'autorità del mwaz4patriarcato di Costantinopoli; dunque anche la mwaz8chiesa di Siracusa, che rappresentava il maggiore centro ecclesiastico dell'isola.cite-ref-73[N 15] Tale avvenimento comportò l'opposizione della chiesa latina.cite-ref-74[N 16]
La città diede i natali a due importanti figure appartenenti al delicato contesto storico: l'una è rappresentata da mwa0kMetodio I, divenuto mwa0opatriarca di Costantinopoli, considerato come colui che pose fine al conflitto iconoclastico, con il trionfo del culto delle immagini.cite-ref-75[59] Mentre l'altra figura è rappresentata dall'arcivescovo mwa08Gregorio Asbesta, definito mwa1ascismatico e deposto dal papa della chiesa latina poiché consacrò mwa1eFozio patriarca di Costantinopoli, che a sua volta depose il papa, innescando le basi per lo mwa1iScisma d'Oriente.cite-ref-76[60]
Altra significativa personalità religiosa fu quella del siracusano mwa1gGiuseppe detto l'Innografo, considerato uno dei più grandi poeti liturgici e mwa1kinnografici dell'mwa1oOrtodossia.cite-ref-77[61]
Le incursioni saracene
mwa3aEufemio da Messina, un ribelle mwa3eturmarca, occupò Siracusa e si dichiarò mwa3iimperatore di Sicilia, usurpando l'autorità che apparteneva a mwa3mMichele II l'Amoriano. La reazione di Costantinopoli non si fece attendere, e mandato un esercito a sbaragliare il tentativo indipendentista di Eufemio, fu riportata la situazione sotto controllo di Bisanzio.
Dopo lo scontro, Eufemio trovò riparo in mwa3uAfrica e qui strinse alleanza con i mwa3ySaraceni, i quali ambivano a nuove conquiste in terra di Sicilia. Fu così che, dopo aver avviato una guerra per sottrarre la Sicilia ai Bizantini, gli Arabi tradirono il progetto di Eufemio e diedero avvio alla mwa3cconquista islamica della Sicilia per il regno degli mwa3gAghlabidi.
La città resistette ad un mwa3oprimo assedio arabo, avvenuto nell'mwa3s827. Nel frattempo gli Aghlabidi riuscirono a conquistare quasi tutta la Sicilia, eccetto Siracusa e altri tre centri, inquadrati come mwa3wroccaforti bizantine, che formavano un triangolo tra le montagne della Sicilia nord-orientale: mwa30Taormina, mwa34Demenna e mwa38Rometta.cite-ref-79[63]
Conquista islamica di Siracusa
Difesa strenuamente dai Bizantini posti di stanza in città, Siracusa cadde durante il mwa4ysecondo assedio arabo: cominciato nell'estate dell'mwa4c877 e terminato solamente nella primavera dell'mwa4g878, dopo lunghi tormenti per la popolazione, dovuti alla privazione di cibo.cite-ref-80[N 17] I dettagli dell'assedio e della presa della città ci sono noti grazie alla lettera scritta dal monaco mwa40Teodosio, testimone di quegli eventi.
mwa48Giafar ibn Muhammad, già mwa5agovernatore islamico a mwa5ePalermo, fu colui che condusse l'attacco alla città.cite-ref-81[64] Proverbiale nelle cronache antiche è rimasta l'ultima estrema difesa delle mwa5ymura siracusane; aperta una breccia, gli Arabi puntarono su quella per soggiocare gli ostinati difensori della città. Quando lo scontro si ridusse ad un corpo a corpo, impari, poiché gli assediati non potevano più contare sulle proprie forze, venute a mancare a causa della scarsissima nutrizione, arrivò finalmente la caduta, senza nessuna resa, in quanto i musulmani riuscirono ad entrare con la forza. Dopo una prima brutale e indistinta carneficina,cite-ref-82[65] si passò a mettere in schiavitù la restante popolazione.cite-ref-83[66] La città fu data alle fiamme, venne distrutta ogni sorta di fortificazione. Il bottino che fu fatto al suo interno venne definito negli mwa58mwa6aAnnali musulmani come il più ingente che gli Arabi avessero mai fatto. Il saccheggio andò avanti per oltre due mesi.cite-ref-84[67]
L'isolamento di Siracusa mostrò l'ormai decadente stato dell'impero bizantino, il quale non fu in grado di organizzare un'adeguata armata né per difendere la città durante l'assedio, né per tentare di riprenderla nell'immediato, quando cadde in mano araba. Si narra che l'imperatore mwa6yBasilio I il Macedone, venuto a conoscenza della perdita di Siracusa, fu talmente in collera che fece fustigare ed esiliare l'ammiraglio Adriano; colui che avrebbe dovuto scacciare i combattenti arabi, ma che invece si tenne a debita distanza dalla costa aretusea, in quanto un gruppo di scampati all'eccidio, si narra, gli dissero che non vi era ormai nulla da fare, la città era perduta.cite-ref-85[68]
Dopo trenta giorni di reclusione nelle proprie carceri, la popolazione superstite, con una marcia durata sette giorni, venne condotta a Palermo e qui nuovamente imprigionata.cite-ref-86[N 18] Tra costoro vi era l'mwa7iarcivescovo di Siracusa che stando alla testimonianza di Teodosio ebbe un colloquio privato con l'mwa7memiro di Palermo. Con l'aiuto di un interprete, le due personalità di Sicilia colloquiarono a lungo, in maniera pacata, sulle differenze che dividevano islamici e cristiani. Al termine del dibattito, l'arcivescovo fu di nuovo incarcerato.cite-ref-87[69]
La storia della vinta popolazione siracusana tuttavia non si concluse nelle prigioni di Palermo. Infatti dal codice bilingue della mwa7kCronaca araba di mwa7oCambridge si apprende che dopo sette anni dalla loro prigionia, giunse a riscattarli un aristocratico di nome Al Buliti. Costui, rivestito di carica giuridica, si è ipotizzato fosse stato inviato direttamente dall'imperatore di Bisanzio.cite-ref-88[70]cite-ref-89[N 19]
«Anno (mundi) 6393 (Aere vulgari 885) venit Al Buliti (idest Consiliarius vel Senator), et captivos Syracusanos soluto pretio redemit.»
(Chronic. Cantabrig.Apud. Greg. Rer. Arabic. Script. pag. 43. 1.cite-ref-90[71])
Note
Note esplicative
cite-note-51. La fonte venne collegata alla leggenda di Aretusa fin dall'epoca greca. Essa è in realtà una sorgente vicina al mare, le cui acque dolci scorrono sotterranee, nelle profondità dell'isolotto. Il mito vuole che la mwa9aninfa Aretusa, per sfuggire all'amore di mwa9eAlfeo, sia stata tramutata dalla dea Artemide nella fonte che sgorga sull'isola di Ortigia. Vd. per approfondire V. Teti, mwa9iStoria dell'acqua: mondi materiali e universi simbolici, 2003, p. 72; mwa9mTouring Club Italiano, mwa9qSiracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, 1999, da p. 52. Immagini della sorgente sotto il suolo: mwa9uI mwa9yArchiviatomwa9c il 4 marzo 2016 in mwa9gInternet Archivemwa9k.; mwa9sII mwa9wArchiviatomwa90 il 4 marzo 2016 in mwa94Internet Archivemwa98.; mwa-eIII.
cite-note-12N 2. ↑ Nell'antichità Ortigia non era un toponimo raro da incontrare, poiché esso era legato al culto di una divinità astrale potente come Artemide. Un'Ortigia si trovava presso mwa-uEfeso; questa avrebbe poi passato il proprio nome a Delo; scelta dagli antichi greci come luogo principale di culto per Apollo. Un'altra si narra era in mwa-yEtolia, detta mwa-cOrtigia Titanide (in quanto Asteria e Latona erano figlie dei Titani), e sarebbe stata questa che, secondo la leggenda etolica, avrebbe passato il proprio nome all'isola siracusana. Tuttavia estremamente incerta rimane l'identificazione di quale di queste località appellate Ortigia, diede per prima origine al culto delle divinità astrali. Vd. citereftreccani-ortigia-enciclopedia-italianamwa-gmwa-kOrtigia, in mwa-omwa-sEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.; citereftreccani-artemide-enciclopedia-dell-arte-anticamwa-wmwa-0Artemide, in mwa-4Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-13N 3. ↑ Per l'appunto, dal verbo greco antico mwa-iὄρτυξ, che significa mwa-mquaglia, deriverebbe il suo nome l'Ortigia. Cfr. citereftreccani-ortigia-res-3927acc4-e1ac-11df-9ef0-d5ce3506d72emwa-qmwa-uOrtigia, in mwa-yTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwa-cURL consultato il 10 novembre 2014.
cite-note-15N 4. ↑ Questa leggenda ha diverse varianti e tocca molte località antiche. Una di queste varianti, tra le più note, divide la nascita dei due gemelli tra l'isola di Delo e l'Ortigia siracusana, affermando che nella prima vi nacque Apollo, mentre nella seconda vi nacque Artemide. Cfr. mwa-smwa-wKerényi, 2010,mwa-0 p. 117.
cite-note-16N 5. ↑ Artemide non era altro che uno dei tanti nomi della dea mwbaeAstarte; la dea delle stelle. Questa dea ha origini molto antiche, ed era strettamente connessa al culto della mwbaiGrande Madre. Vd. ad es. Emma Fenu, mwbamMito, devozione e iconografia nella figura di Maria Maddalena fra Medioevo e Rinascimento, 2012, n. 150-152; A. J. Levoratti, P. Richard, E. Tamez, mwbaqNuovo commentario biblico, 2006, p. 246; Paola Bono, M. Vittoria Tessitore, mwbauIl mito di Didone: avventure di una regina tra secoli e culture, 1998, p. 342.
cite-note-392. mwbakCicerone definì queste imponenti pareti rocciose come la più inespugnabile delle prigioni: mwbao mwbaw«Avete tutti sentito parlare, e la maggior parte di voi conosce direttamente, le latomie di Siracusa. Opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni, scavata interamente nella roccia ad opera di molti operai, fino a una straordinaria profondità. Non esiste né si può immaginare nulla di cosi chiuso da ogni parte e sicuro contro ogni tentativo di evasione [...]» mwba0(mwba4Verrine, II 5: traduzione italiana in Georges Vallet, Laura Vallet Mascoli, mwba8Siracusa antica: immagini e immagine, 1993, p. 32.)
cite-note-48N 7. ↑ Durante il processo venne esposta la drammatica presa di Siracusa e lo stato attuale in cui versava la popolazione vinta. L'esito del processo non mutò alcunché riguardo alle finanze dei Siracusani, ma dopo aver udito le rimostranze dei Sicelioti Marcello volle rinunciare al comando sulla Sicilia, la quale passò a mwbbmLevino. mwbbqTito Livio, mwbbumwbbyAb Urbe condita, XXVI, 29:mwbbc mwbbk mwbbo(latino) mwbbw«...inter ipsos consules permutatio provinciarum, rapiente fato Marcellum ad Hannibalem, facta est» mwbb0(italiano) «Si fa tra i consoli lo scambio delle provincie, la forza del destino tirando Marcello verso Annibale»
cite-note-54N 8. ↑ Svetonio, 20: mwbci mwbcq mwbcu(latino) mwbcc«Syracusis conlapsa vetustate moenia deorumque aedes refectae.» mwbcg(italiano) «A Siracusa fece ricostruire le mura e i templi degli dei che il tempo aveva distrutto.»
cite-note-57N 9. ↑ Il primo documento in cui si parla di Marciano risale alla fine del mwbc0VII secolo ed è scritto in mwbc4lingua greca. Vd. mwbc8Atti della Pontificia Accademia romana di archeologia, 1948, p. 7; mwbdaA. Cattabiani, mwbdeSanti d'Italia, ed. 2013.
cite-note-58N 10. ↑ At 28,12-13: mwbdu mwbdc«Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni. Di là, costeggiando, arrivammo a Reggio»
cite-note-59N 11. ↑ mwbdsGiovanni Battista Rampoldi, in mwbdwCorografia dell'Italia, vol. 3, 1834, p. 1034, le definisce più vaste di quelle romane: mwbd0 mwbd8«[...] e finalmente le più vaste catacombe che si conoscano al mondo, dagli antichi chiamate mwbeaAntrum Pelopis.» In questi termini si esprime anche l'opera dell'archeologo mwbeeQuatremère de Quincy, mwbeiDizionario storico di architettura, vol. 1, 1842, p. 390, dove vengono definite come le più vaste e le meglio conservate. Medesimi termini utilizzati anche dagli storici moderni mwbemSanti Correnti, in mwbeqStoria della Sicilia, 1999, p. 89, Nicolò Bucaria, in mwbeuSicilia judaica, 1996, p. 125 — che le definisce come il «più esteso complesso cimiteriale sotterraneo del mondo antico» — e ancora G. Cucinotta in mwbeyIeri e oggi Sicilia, 1996, p. 46.
cite-note-60N 12. ↑ Il culto di Lucia è attestato per la prima volta su un'antica iscrizione, l'epigrafe di Euskia, rinvenuta nelle mwbe4catacombe di San Giovanni, risalente al mwbe8IV secolo d.C.. Vd. es. Concetta Ciurcina, mwbfaL'occhio e la luce: omaggio a Lucia, 2004; G. Greco, mwbfeEt lux fuit, 1998; mwbfiEthne e religioni nella Sicilia antica: Atti del convegno, Palermo, 6-7 dicembre 2000 a cura di P. Anello, G. Martorana, R. Sammartano, ed. 2006.
cite-note-68N 13. ↑ Chron. 1234; Michele Siro, II, 451-455. Costantino IV sarebbe stato a capo delle truppe che espugnarono Siracusa. Egli giunse fino alla mwbfyTargia, dove Mecezio venne ucciso, e trasportò la testa dell'usurpatore a Costantinopoli. Cfr. mwbfcCorrenti, mwbfgStoria della Sicilia, 1999, p. 110; mwbfkMuratori, mwbfoCatalani, mwbfsAnnali d'Italia, 1762, p. 140.
cite-note-71N 14. ↑ Quando Siracusa nell'878 cadrà in mano araba, i Bizantini sposteranno la capitale siciliana a mwbf8Rometta, ultima roccaforte dell'impero. Successivamente, caduta anche Rometta, il thema di Sicilia si ridurrà alla sola Calabria (nascita del mwbgathema di Calabria), nonostante ciò i suoi governanti continueranno a chiamarsi mwbgestratega di Sicilia. Cfr. mwbgiArchivio storico per la Sicilia orientale. Vol. 49-50, p. 126; C. Turano, mwbgmmwbgqCalabria d'altri secoli: Scritti storico-geografici, p. 115.
cite-note-73N 15. ↑ La nomina di mwbggchiesa metropolitana è parecchio discussa dagli studiosi, poiché si sostiene che nessuna fonte affermi l'esistenza di tale carica per il vescovo di Siracusa. Ciononostante è storicamente accertato che la chiesa siracusana fu il maggiore centro ecclesiastico dell'isola, anche senza la discussa denominazione di mwbgkmetropolita, e che il suo vescovo fu l'interlocutore principale per le vicende ecclesiastiche della Sicilia. Cfr. L. Giampallari, mwbgoDritto ecclesiastico Sicolo, Volume 1, 1828, p. 56; mwbgsF. Lanzoni, mwbgwLe diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an.604), 1927, da p. 632.
cite-note-74N 16. ↑ In questo contesto, nell'mwbha860 mwbhepapa Niccolò I scrisse una lettera all'imperatore bizantino mwbhiMichele III rivendicando per la chiesa latina il diritto di scegliere il vescovo di Siracusa. Il suo appello rimase inascoltato. Cfr. mwbhmCesare Baronio, mwbhqAnnales ecclesiastici, 1868, p. 504.
cite-note-80N 17. ↑ Scrive sull'ultima difesa siracusana l'mwbhgorientalista mwbhkMichele Amari nel suo lavoro che fa un po' di luce sulla storia dei musulmani di Sicilia: mwbho mwbhw«Il presidio, sì come avveniva negli eserciti bizantini, componevasi di varie genti: v'erano mwbh0Mardaiti, Greci del mwbh4Peloponneso, uomini di mwbh8Tarso; i Siracusani non mancarono a sé stessi; le donne aiutarono a combattere; i preti confortavano e pregavano. Per venti giorni e venti notti fu difesa la breccia dai Cristiani esausti già in nove mesi di assedio e di fame.» mwbia(Amari, 1854, pp. 401-402.) e ancora: mwbie mwbim«Stanchi, dispettosi d'essere trattenuti da una legione di spettri, da un mucchio di rovine, gli assalitori allenavano un istante [...]» mwbiq(Amari, 1854, p. 402.)
cite-note-86N 18. ↑ Non è concorde con la versione di Teodosio il mwbigRampoldi, il quale nei suoi mwbikAnnales musulmani asserisce che i prigionieri siracusani furono condotti in Africa, nella capitale degli Aghlabidi, a mwbioKhairwan, e non a Palermo. L'Amari reputa tuttavia più affidabile la testimonianza di Teodosio e sostiene che il Rampoldi si sia fidato di un'errata fonte antica. Cfr. mwbismwbiwAmari, 1854,mwbi0 p. 409, n. 5.
cite-note-89N 19. ↑ Da fonti palermitane si apprende inoltre un dettaglio ulteriore sul pagamento di un riscatto, avvenuto durante i sette anni di prigionia, per degli ebrei siracusani liberati dalla comunità ebraica di Palermo. Cfr. A. Saccaro, mwbjeGli Ebrei di Palermo: dalle origini al 1492, 2008, p. 20.
Note bibliografiche
cite-note-11. ↑ citereftreccani-siracusa-enciclopedia-dell-arte-medievalemwbjkmwbjoSiracusa, in mwbjsEnciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1999. mwbjwURL consultato il 20 marzo 2017.
cite-note-22. ↑ P. Fedele, mwbkaP. Ducati, mwbkeR. Paribeni, mwbkiStoria d'Italia, vol. 1, 1936; N. Famoso, mwbkmMosaico Sicilia: atlante e racconti di paesaggi, 2005.
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cite-note-44. ↑ citereftreccani-manifestazioni-della-cultura-dell-occidente-greco-la-ceramica-il-mondo-dell-archeologiamwbkwmwbk0Manifestazioni della cultura dell'Occidente greco. La ceramica, in mwbk4Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. mwbk8URL consultato il 20 settembre 2014.
cite-note-65. ↑ mwblmNicandro di Colofone nello mwblqscoliasta di mwbluApollonio Rodio, I 419 = fr. 5 apd. O. Schneider Mcandrea p. 22 sg.
cite-note-98. ↑ Pausania, mwbmcPeriegesi della Grecia, V, 7.
cite-note-109. ↑ Cfr. concetto su dibattito in mwbmsAngelo Messedaglia, mwbmwI venti, l'orientazione geografica e la navigazione in Omero, 1901, pag. 65; mwbm0Samuel Butler, mwbm4The Homer Anthology - The Odyssey, 1897, nota 134; mwbm8Vincenzo Di Benedetto, mwbnaOdissea, 2010.
cite-note-113. mwbnqVolgarizzamento in prosa dell'Odissea di Omero per Cornelia Sale-Mocnigo-Codemo, 1848, pag. 250
cite-note-1411. ↑ Vd. Papachristos Maria, mwbngGli Dèi dell'Olimpo 2014, p. 41; mwbnkKároly Kerényi, mwbnoGli dei e gli eroi della Grecia. Il racconto del mito, la nascita delle civiltà, ed. 2010, p. 117.
cite-note-1712. ↑ Trad. in mwbn4Paideia, vo. 64, 2009, p. 121.
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Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwbl0Siracusa greca, su www.celeste-ots.it. URL consultato il 21 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2016).
• mwbl8Storia della città, su www.siracusanews.it. URL consultato il 21 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2015).
• mwbmeLa storia di Siracusa, su www.esplorasicilia.com. URL consultato il 21 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2016).